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Storia di una ladra di libri

Riccardo Leto| 28 mar 2014| 0 comments | Notizie

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Recensione

Storia di una ladra di libri, è l’adattamento per il cinema del romanzo di Zusak Markus The Book Thie. Il film evidenzia gli orrori della Seconda Guerra Mondiale con gli occhi di una bambina e mostrano che in Germania c’erano tante brave persone che aiutavano gli ebrei. Una pellicola in cui si racconta, di Liesel una bambina che cerca di sopravvivere alla tragica situazione grazie all’affetto della sua nuova famiglia e della lettura. Libri presi in prestito per affossare gli orrori della guerra unendo l’attenzione per gli altri alla forza di un sorriso.Di contorno, pensierini manierati sull’arte di raccontare storie e la Morte…come narratore voce fuori campo, che dovrebbe essere il filtro tra gli accadimenti e il lettore e finisce invece per penalizzare la storia, intervenendo approssimativamente sullo svolgimento.
La drammaticità del contesto bellico si perde per strada, e la protagonista abile nell’esibire l’anima più genuina dell’infanzia, a parte nel finale, si rinchiude nell’intero percorso a un confronto povero interiore.

Geoffrey Rush e Emily Watson vestono i panni dei due genitori, mentre nel ruolo della piccola bambina protagonista troviamo Sophie Nélisse.Il regista Brian Percival è bravo, ma è super-TV didattica da doposcuola.Rush è sprecato, come la splendida colonna sonora di John Williams a cui non si può dire assolutamente nulla, ma il film poteva dire e dare qualcosa in più.

Voto 6 1/2

 

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